|
Collepasso s'impone
all'attenzione dello storiografo e dell'appassionato di studi locali per
l'originalità del nome e per la singolarità della sua evoluzione storica.
Il
toponimo, nella forma Koulopatze , è riportato in un pergamena
greca del XII secolo, quale possibile traslitterazione ellenofona delle coeve
forme d'archivio latino-volgarizzate Colopati e
Colopaci ,presenti in diversi documenti pubblici del
tempo.
Queste forme, risultato di processi di abbreviazione e fusione dei
composti (Ni)colaus (Ipa)tius (casale di Nicola Ippazio o di Nicola
di Ippazio) o più verosimilmente (Ni)colaus-pagi (casale del
villaggio (lat. pagus/i) di Nicola o di San Nicola, sorto cioè dove esisteva un
precedente insediamento così denominato ma distrutto probabilmente da incursioni
saracene prima dell'anno Mille), costituiscono la vera antica denominazione del
sito e dell'antico abitato dell'attuale Collepasso, e nella loro evoluzione
volgarizzata (Colopatzi, Colupazo, Culopazze) sono pervenute sino a noi nella
forma Culopazzo che non è, ome si crede, pronunzia dialettale dell'italiano
Collepasso, bensì l'ultima evoluzione dell'originale denominazione del
sito.
L'attuale nome
Collepasso, invece, è costruzione linguistica storicamente recente, affermatasi
nell'Ottocento, frutto di un processo di ingentilimento linguistico dell'antica
denominazione attraverso forme latine settecentesche (Colyspassi, Collispassi, Collispatium) per ovvie ragioni eufoniche e come riferimento sul piano etimologico
all'orografia del sito e all'antico pedaggio per l'attraversamento colle. Ancor
meno attendibili si dimostrano altre etimologie proposte nel corso del tempo
quali Collispascue, Collispascorum (Colle dei pascoli), Collis pacis (Collina della pace). Il casale o feudo di Colopati/Colopaci attestato nel corso del 1200 e del 1300, scomparve tra la fine del XIV e gli
inizi del XV secolo e il suo territorio rimase spopolato, ossia privo di un
nucleo umano stabilmente insediato, sino a tutto il 1700. Il feudo, però,
continuò ad essere proprietà di varie dinastie feudali, le ultime delle quali
furono le famiglie dei Massa e, a partire dal 1692, dei Leuzzi.
Lastra
tombale con epigrafe funeraria in caratteri bizantini, rinvenuta nei pressi
della Cappella della SS. Trinità nel 1879.
Castello
baronale, arme dei Leuzzi
Il
castello baronale
Alla fine del 1500 sul
territorio di Collepasso è documentata la presenza di un certo numero di
masserie nelle quali vivevano famiglie di coloni o lavoratori stagionali, che
ovviamente non costituivano una comunità organizzata.
Agli inizi del 1800,
nel territorio, si ricostituì il nuovo villaggio di Collepasso per iniziativa
dell'ultima baronessa, Maria Aurora Leuzzi Contarini, e del conte Bartolomeo
degli Alberti di Enno, che richiamarono sui terreni del feudo contadini
provenienti dai paesi limitrofi, mediante concessioni enfiteutiche di
appezzamenti di terreno a condizioni vantaggiose e con altri incentivi in denaro
per dissodare i terreni e avviare le colture e, soprattutto, donando piccoli
lotti intorno al palazzo baronale con l'esplicito intento di favorire la
costruzione di abitazioni che, nei contratti enfiteutici, era una condizione
vincolante per l'ottenimento dei terreni da parte dei contadini.
Famiglia
Zabeo-Pagan, eredi della Baronessa Aurora Leuzzi dei Contarini di Venezia,
fondatrice di Collepassoin una foto del 30 marzo 1930
Si andò così
costituendo il nuovo villaggio di Collepasso, come frazione del Comune di
Cutrofiano. Nel 1907, con apposita legge proposta dal deputato galatinese
Antonio Vallone, Collepasso venne elevato alla dignità di comune autonomo e il
10 dicembre 1911 veniva emanato il Regio decreto che determinava l'estensione
territoriale del feudo, dopo una lunga e sofferta controversia con l'ex
capoluogo Cutrofiano. Il 18 febbraio 1912 veniva eletto il primo Consiglio
comunale del nuovo Comune di Collepasso.
Tra gli edifici di importanza storico-artistica, vanno segnalati:
- Il palazzo
baronale, risultato di diversi interventi di modifica e ampliamento realizzati tra la fine
del 1500 e i primi del 1800, che ingloba un'antica costruzione turriforme
edificata dal barone Pietro Massa dopo il 1576 quale possibile rifacimento di
analoga struttura turriforme difficilmente databile; in questa parte sono
visibili la merlatura e le caditoie; il palazzo, che si sviluppa su due piani
con locali voltati a botte, è stato dichiarato immobile di interesse
particolarmente importante ed è di proprietà comunale.
- La cappella
della Santissima Trinità o dello Spirito Santo, che è il primo luogo di culto del paese e risale, stando alle imprese nobiliari
scolpite nel basamento dell'altare della Madonna delle grazie, al 1600;
l'attuale forma è risultato dell'intervento di ristrutturazione realizzato nel
1870; l'edificio, sottoposto a tutela, ha prospetto neoclassico, è a croce greca
con bassa cupola emisferica sostenuta da quattro basse e robuste colonne e
quattro arcate, con due altari in pietra leccese al di sopra dei quali sono
collocate due tele ottocentesche.
- La chiesa
matrice, in carparo e pietra leccese, con una grande cupola ribassata, è priva di colonne
ed è a croce latina; fu progettata dall'architetto barone Filippo Bacile, di
Spongano e venne costruita tra il 1865 e il 1871 da donna Consiglia Pesce e
donata con atto pubblico alla popolazione di Collepasso; ha l'altare centrale e
i quattro laterali in pietra leccese, ed è recentemente sottoposta ad interventi
di risanamento estauro. Originariamente era dedicata alla Madonna del Buon
Consiglio, mentre ora reca il titolo "Natività di Maria Vergine";
-
La torre dell'orologio, prospiciente su Piazza Dante, fu
edificata tra il 1913 e il 1914, in sostituzione di altra esistente nelle
vicinanze.
-
Il palazzo comunale, costruito a partire dal 1934 e
completato, nel progetto originario, nel 1939, che si caratterizza per le arcate
ogivali delle finestre e l'imponente merlatura.
|